Chiunque lo adottava, lo restituiva al mittente!

Il soggetto nella foto di seguito è un povero cucciolotto che è stato abbandonato in rifugio qualche anno fa e che, nel corso degli anni, non è riuscito a trovare una famiglia. Ma non perché non sia stato adottato, anzi, innumerevoli famiglie rimanevano colpite dalla sua dolcezza e dalla sua simpatia ma poi… non si sa come, Gumby, questo è il suo nome, ritornava sempre al mittente!

Il cucciolo ha 7 anni ed è stato adottato ben 11 volte, dopo le quali i volontari hanno perso le speranze. La sua prima adozione è durata ben 3 giorni, la seconda 6 e le successive non hanno mai superato i 7 giorni! Ma perché? Perché tutti lo riportavano al rifugio? Gumby aveva un problemino…. aveva una competenza di fuga fuori dal normale! I cani come lui, gli Hound, sono di natura testarda, motivo per il quale vengono impiegati come cani da caccia.

Ma le fughe di Gumby erano troppo frequenti ed era impossibile tenergli testa. Gli umani che lo adottavano, arrivavano all’esasperazione e, alla fine, rinunciavano. L’ultimo “papà” che si è preso cura di lui, è tornato al rifugio con le lacrime agli occhi, dicendo:

“Mi dispiace ma ho paura, ho paura di ritrovarlo morto, ferito o di perderlo per sempre, senza riuscire a ritrovarlo. Sembra esagerato ma voi non potete immaginare cosa fa questo cane.”

Dopo quelle parole i ragazzi hanno capito, dato che era l’undicesima volta, che Gumby non avrebbe mai trovato una famiglia e sarebbe invecchiato in quel rifugio, il . Durante le sue fughe era stato ritrovato più volte dal controllo animali, chiamato disperatamente dalla sue famiglia che non riuscivano a ritrovarlo. 

Ma c’era una cosa che i volontari non avevano capito, gli occhi di Gamby cercavano di comunicare qualcosa… era lì che lui voleva stare, era quella la sua casa. Si era affezionato a tutto lo staff e ai suoi amici pelosi e non aveva alcuna intenzione di andare a vivere altrove. Il cucciolo fuggiva nella disperata ricerca della strada per casa, voleva solo tornare dalla sua famiglia. Infatti dal rifugio non era mai fuggito, non ci aveva mai provato, nemmeno nello spazio all’aperto che tutti i pelosetti hanno a disposizione.

Era quello che voleva? Bene, Gumby sarebbe rimasto a vivere lì fino alla fine dei suoi giorni, tra le coccole e l’amore quotidiano di tutto il personale. Ma c’era qualcos’altro di diverso in lui, qualcosa che sono riusciti a comprendere dopo aver imparato a conoscerlo. Gumby aveva un potenziale, sembrava leggere le emozioni degli altri cani. Tutti i nuovi cani bisognosi che arrivano in quel posto, interagiscono prima con lui, che riesce a scacciare via le loro paure e fargli capire che adesso sono al sicuro e che tutto andrà bene. Riesce a far rilassare anche l’animo più cupo e a lenire i cani reattivi.

“Lui sa di avere del lavoro da fare”, racconta Donya Satriale, responsabile dell’associazione.

Gumby è diventato il loro go-to dog, una specie di cane che da il benvenuto e spiega agli altri come sarà e cosa succederà da quel momento in poi. Il Charleston Animal Society è orgoglioso di averlo nel team e felice di avergli dato una casa per sempre. Se avessero rinunciato a lui, non avrebbe mai trovato una famiglia, data la sua “follia” XD e i ragazzi non avrebbero mai scoperto quanto fosse speciale e il fantastico dono di aiutare gli altri amici a quattro zampe.

“Ci diverte da impazzire, è simpatico, leale, dolce e si… un po folle!” conclude un volontario.

Una storia molto bella che ci insegna quanto sono importanti i valori per gli animali. Gumby aveva già scelto la sua casa, era fedele a coloro che lo avevano “raccolto” e curato e non aveva alcuna intenzione di cambiare tutto ciò, nemmeno per la casa più bella del mondo. Condividete la storia di questo simpatico cagnolone, sei speciale Gumby!