Cina: diciamo basta al dog racing

“Il dog racing, in Cina, è un fenomeno clandestino”, scrive Clifford Coonan da Pechino. Nella nazione cinese esistono tre posti, i “campi della morte”, dove si organizzano le corse tra cani, soprattutto levrieri. Chiamarli cinodromi sarebbe un’esagerazione?

Uno si trova a Shanghai e un altro a sud, nella città di Shenzhen e sono operativi, mentre il terzo a Wuhan è in via di attuazione. Chi  frequenta la struttura di Shanghai definisce ciò che vi accade come: “Una performance di corse coi cani”. L’arena dei cinodromi ospita fino ad 800 animali, tenuti in gabbie strette, senza aria condizionata e con un tasso di umidità molto elevato. Il magazine “Dogs Today” riporta: “I cani sono costretti a correre anche da malati o da feriti”.

Dopo aver patito condizioni di vita orribili, durante la carriera di “corridori”, questi adorabili cuccioli di levriero, non possono neanche sperare nel “pensionamento”. Alcuni infiltrati all’interno dei cinodromi hanno raccontato che, almeno 30 cani al mese vengono uccisi, in maniera brutale e, molti di loro, sono ancora troppo giovani. “I cani di due, massimo tre anni, se non rendono, vengono condannati a morte. Devono arrivare almeno terzi tra i primi cinque”, raccontano.

Le arene purtroppo non chiuderanno i battenti, almeno fino a luglio 2018. Le associazioni animaliste cinesi, e non solo, si stanno mobilitando per accorciare la data, chiedono la fine di questa orribile mattanza. L’associazione “Anima Macau” ha una priorità assoluta, portare fuori dal cinodromo almeno 650 cuccioli di levriero. Un obiettivo molto importante da raggiungere, il popolo cinese sembra cominciare a ribellarsi a questa pratica crudele:

Suki Deng di “Animal Asia” ha dichiarato: “Ci sono molte problematiche relative alla tutela animale e, in Cina, non esistono leggi al riguardo. Per cui stiamo cercando di raccogliere firme per sostenere la nostra causa,  poi scriveremo al governo irlandese per fargli sapere che, non solo gli irlandesi e gli inglesi sono contro tutto questo, ma anche noi cinesi siamo contrari il dog racing”.

Moltissimi utenti cinesi su internet trovano la pratica abominevole…
Questo tipo di gioco esiste solo per alimentare le passioni malate di alcune persone, non dovremmo permettere che né i cani né il racing vengano importati in Cina, altrimenti questo comporterà un destino sfortunato per moltissimi cani”, ha scritto un uomo sulla bacheca di Wenxuecity.

Un altro utente, scrive: “Anche nei paesi occidentali dove esistono leggi che tutelano gli animali, il destino di questi cani è molto triste, quando smettono di gareggiare. Quindi non riesco davvero ad immaginare cosa accadrebbe in Cina dove non ci sono queste leggi”.

Allora, che cosa aspettiamo? Firmate questa petizione, con il nostro aiuto possiamo liberare tantissimi cuccioli da un destino crudele! Basta un semplice click qui: 

Condividete, raccogliamo più firme possibili!