Mette le trappole per catturare i cinghiali ma ci finisce dentro lui!

Lo scorso 18 marzo un uomo di Grosseto è stato beccato in flagranza, ha messo una serie di trappole e dei lacci per cercare di catturare cinghiali, ricci e uccelli, ma è stato scoperto. Le guardie zoofile e ambientali della “Lac” e altre guardie della Provincia di Grosseto avevano ricevuto una segnalazione e in seguito a questa si sono accertati; effettivamente c’era la presenza di lacci per la cattura dei cinghiali lungo una recinzione privata, nelle campagne di Grosseto.

Le guardie si sono appostate per alcune ore lungo la campagna grossetana e hanno atteso il ritorno del bracconiere, andato sul posto per verificare se ci fosse qualche animale in trappola. Ma nella rete è finito lui! Oltre ai lacci l’uomo aveva posizionato altre trappole per catturare istrici, ricci e uccelli. E’ stato denunciato per “esercizio di caccia in periodo di chiusura generale” e per “uso di mezzi vietati” per l’attività venatoria. Ma naturalmente niente di più, vorremmo che pagasse per tutti gli animali uccisi ma sappiamo che non avverrà mai. Sia per mancanza di prove e sia perché la vita animale, purtroppo, non è omicidio. E la caccia può essere praticata, quindi l’unico errore di questo bracconiere, è stato quello di praticarla in un periodo in cui era “vietata”.

Dall’altra parte siamo sollevati di sapere che i controlli delle guardie della Lac sono stati rafforzati e che sono più frequenti. Finalmente qualcuno ha deciso di lottare per la tutela degli animali, anche se si tratta di cinghiali, poiché tutti li considerano pericolosi. Le trappole e i lacci che vengono sistemati per la loro cattura, riescono a “confondere” non solo loro, ma tutti gli animali che vivono in quel determinato posto. E cosa più orribile, muoiono dopo ore e ore di soffocamento o di sanguinamento.

Quindi ringraziamo le guardie zoofile e preghiamo affinché questo orribile “sport” venga smesso di essere praticato per sempre! Condividete!

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