Turismo responsabile e vacanze solidali, l’intervista a Humana

Scopriamo un po' di più di questi viaggi che fanno bene due volte!

Turismo responsabile, vacanze solidali… Quante volte ne abbiamo sentito parlare? Ma sappiamo esattamente di che cosa si tratta? Noi abbiamo voluto chiederlo a Marika Giudici, responsabile del progetto di turismo responsabile “Vacanze Solidali in Mozambico “ di HUMANA People to People Italia ONLUS, che organizza viaggi solidali per permettere ai volontari di trascorrere quindici giorni a Nacala, in Mozambico, unendo solidarietà e relax, per una vacanza sicura che sarà davvero indimenticabile. Ecco cosa ci ha raccontato: viene voglia di partire subito, non è vero?

Che cosa si intende con il termine turismo responsabile?
Per definizione, “Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori”. Ciò significa, in concreto, che il flusso di denaro portato dal turismo finisce nelle mani della comunità locale, anziché arricchire una qualche catena di hotel straniera. Questo è molto importante, perché fa sì che le risorse del territorio vengano sfruttate per il benessere della popolazione che lì vive. Non solo, ma queste risorse naturali vengono anche sfruttate in modo eco-friendly, perché solo preservando l’ambiente si può garantire un turismo continuativo nel tempo, permettendo alle generazioni future di beneficiarne.

Quali sono i vantaggi di una vacanza solidale?
Una vacanza solidale ti offre la possibilità di divertirti e rilassarti, ma anche di fare del bene. Forse non capita a tutti, ma a volte, dopo una vacanza, io mi sento vuota: mi sono rilassata, cercando di non fare il countdown dei giorni di ferie mancanti, e ora devo tornare alla mia vita di sempre, senza aver fatto esperienze particolari, senza portarmi ricordi indelebili con me in ufficio, senza aver aiutato il mondo con il mio tempo libero e le energie ritrovate. Mi viene voglia di fare di più e penso sempre “la prossima estate sarà diverso”, ma poi lo è mai? Ecco, io credo che una vacanza solidale come quella di HUMANA ti faccia vivere quelle due settimane in modo così intenso e profondo che ti sembrano durare mesi. E quando torni a casa ti porti dietro dei souvenir bellissimi: i ricordi di quei giorni infuocati dal sole africano e da mille emozioni nuove, le nuove conoscenze che hai appreso, le amicizie che hai fatto.

Cosa deve aspettarsi una persona che parte con voi?
Di divertirsi, sicuramente. Ci sono momenti di danza intorno al fuoco, cene passate a chiacchierare, tante bellissime gite, e anche durante le attività di volontariato, che sono leggere, ci si diverte più che faticare. Di scoprire angoli di mondo che difficilmente si vedrebbero da soli; il nord del Mozambico non è una meta turistica comune ma merita sicuramente: spiagge bianche, barriera corallina (andremo a fare snorkeling!), la terra rossa africana, i baobab…il paesaggio è affascinante! Infine, di conoscere la comunità locale, passando con loro tanti momenti in allegria.

5 motivi per cui tutti dovrebbero fare una vacanza solidale
5 motivi? Okay!
1- Per fare del bene agli altri
2- Per fare del bene a sé stessi
3- Per superare pregiudizi, limiti e luoghi comuni.
4- Per provare un tipo di vacanza diversa dal solito, a cui potreste anche appassionarvi così tanto da replicare ogni anno!
5- Per diventare un “locale” anche solo per poco tempo e provare a vivere come la gente del luogo, e non più da turista, immergendosi totalmente nella loro cultura!

Cosa lascia nelle persone una vacanza solidale?
Dipende da persona a persona, da come la si vive, dal proprio atteggiamento. Certamente si tratta di un’esperienza totalizzante, che ti forza a superare i tuoi limiti e a rivedere le tue opinioni, sia sul luogo in cui ti trovi sia su te stesso. Scopri di essere in grado di adattarti alla mancanza di certe comodità senza problemi (come l’acqua calda!) e di essere più forte di quanto credessi. Scopri di avere cose in comune con una persona che vive a 8.000 km di distanza da casa tua, parla una lingua diversa e non ha mai provato un piatto di spaghetti. Impari, insomma, tanto su di te e su un altro paese e porti tutto a casa, racconti ad amici e parenti, e diffondendo la tua testimonianza aiuti a combattere il razzismo e ad abbattere certi luoghi comuni.

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