Dopo aver tolto la vita ad oltre 5.000 elefanti e ippopotami, il cacciatore afferma di non avere rimpianti

Non rimpiange di averli uccisi

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Ron Thompson è un uomo che non ha rimpianti. Lo ha ammesso lui stesso. Non gli dispiace per quei 5mila animali, tra elefanti e ippopotami, che ha ucciso nel corso della sua vita. Lui è un cacciatore. E non lo fa per sopravvivere o difendersi. Ma lo fa come hobby. Ebbene sì, c’è chi per passatempo si diverte ad andare in giro per il mondo a spezzare vite.

Ron Thompson

La caccia come hobby è stata inserita in un report pubblicato da Campaign to Ban Trophy Hunting (la campagna per bandire i trofei di caccia). L’avorio ottenuto dall’uccisione degli animali è il loro trofeo. La dimostrazione che hanno ucciso un animale. Eduardo Goncalves, fondatore della campagna, sostiene che questo tipo di caccia minaccia la sopravvivenza di molte specie.

Ron Thompson non ha rimpianti per quello che ha fatto. O rimorsi per il suo hobby macchiato di sangue. Gli hanno accreditato l’uccisione di molti animali: elefanti, bufali, ippopotami, leopardi, leoni. Ha 80 anni e gran parte della sua vita l’ha trascorsa a fare il cacciatore nei parchi nazionali. Lui dice di aver fatto solo il suo lavoro.

Secondo lui, l’uccisione di questi animali è fondamentale per poter tenere sotto controllo la fauna. Non è un sanguinario che si diverte a ucciderli. Sembra quasi che creda sia una missione. “Non ho rimpianti, centinaia-diecimila volte ho cacciato e non mi dispiace per quello che fatto”. Per lui non è questo il problema, ma sono gli esperti occidentali che dicono cosa fare. Lui è un “ecologista”. Gli altri dicono solo bugie per finanziare organizzazioni non governative per i diritti degli animali.

Quindi lui sarebbe il buono perché ha ammazzato 5mila animali che non si sono potuti difendere? Mentre tutti gli altri che vorrebbero abolire la caccia sono i cattivi della situazione? In questo discorso c’è qualcosa che non torna, non vi pare?