La lettera di Bono degli U2 all’Europa

Bono Vox degli U2 scrive all'Europa e agli europei, invocando un'unione che ancora ci manca.

Bono Vox degli U2 è uno dei cantanti più amati e apprezzati a livello internazionale. E non solo per le sue canzoni e la sua voce (ultimamente un po’ meno per il suo taglio di capelli alquanto discutibile, se così si può dire). E’ da sempre impegnato in cause umanitarie, solidali e di beneficenza, insieme alla moglie e alla sua band. L’ultima campagna di Bono vuole essere una provocazione. Riunire tutti gli europei sotto la bandiera dell’Europa: una mera utopia?

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Sul quotidiano Frankfurter Allgemeine il frontman degli U2 si è impegnato a rendere più realistico il progetto Europa, mettendo anche in guardia dall’aumento della politica estremista che riguarda tutti, Italia compresa. Il cantante ha promesso di far sventolare una grande bandiera dell’Unione Europea sul palco di ogni concerto della band irlandese in occasione del nuovo tour.

Con frasi come “L’Europa è un pensiero che deve diventare un sentimento”, Bono Vox si è fatto portavoce di una battaglia davvero insolita per un gruppo musicale, come ricorda lui stesso. “Immagino che anche per un pubblico rock, sventolare una bandiera dell’UE in questi giorni sia un fastidio, un noia, un riferimento kitsch all’Eurovision Song Contest, ma per alcuni di noi è diventato un atto radicale“.

L’Irlanda è un posto con un legame emotivo speciale con l’Europa, e con l’idea di Europa. Forse perché l’Irlanda è un piccolo scoglio in mezzo al vasto mare, desiderosa di far parte di qualcosa di più grande di noi (perché la maggior parte delle cose sono più grandi di noi). Forse perché ci sentivamo più vicini all’Europa che ad altre persone che vivevano sulla nostra stessa isola”.
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Bono Vox poi ringrazia Italia e Germania che si sono presi carico della questione migranti come nessun altro in Europa: “Da europeo mi sento orgoglioso pensando agli italiani e ai tedeschi che hanno accolto così tanti rifugiati siriani quando questi, terrorizzati, hanno cominciato a fuggire dalla guerra civile (mi sentirei ancora più orgoglioso se fossero stati molti più Paesi a farsi avanti); orgoglioso della lotta dell’Europa per porre fine alla povertà estrema e al cambiamento climatico; e, sì, estremamente orgoglioso dell’accordo di pace del Venerdì Santo (Good Friday Peace Agreement) e di come altri Paesi si siano stretti attorno all’Irlanda sulla questione dei confini, riaccesa dalla Brexit. Mi sento privilegiato ad aver assistito al più lungo periodo di pace e prosperità della storia del continente europeo“.

Secondo il cantante dobbiamo ritrovare il sano concetto di patriottismo, che ci è stato rubato dai movimenti estremisti. Proprio le nostre diversità ci renderanno più forti: lui ne è convinto e non è il solo!

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