Michael Fassbender: il fascino dell’irlandese dagli occhi di ghiaccio

Da 300 a L'uomo di Neve, i ruoli iconici di uno degli attori più sexy del mondo

Sguardo intenso e lineamenti perfetti hanno reso Michael Fassbender uno degli attori più desiderati del cinema mondiale. Oltre alla bellezza può contare su un talento recitativo fuori dal comune che lo ha portato a vincere diversi premi tra cui la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2011.

Nato nel 1977 in Germania Ovest da Josef Fassbender, cuoco e Adele nipote del politico e attivista irlandese Michael Collins. Dopo un periodo in Germania la famiglia si trasferisce in Irlanda dove i genitori gestiscono ancora oggi un ristorante. Michael Fassbender prova con la carriera di musicista ma poi scopre la recitazione e il suo mondo cambia. Debutta con una miniserie della HBO-BBC prodotta da Tom Hanks dal titolo Band of Brothers – Fratelli al Fronte, la grande occasione sul grande schermo arriva nel 2006 quando partecipa a 300. La vera svolta, però arriva nel 2008 quando viene scelto come protagonista del film Hunger di Steve McQueen.

Ma sarà il 2011 ha segnare il trionfo lavorativo di Fassbender, partecipa infatti a diversi film tra cui X-Men: L’Inizio e torna alla Mostra del Cinema di Venezia con ben due film: A Dangerous Method di David Cronenberg e Shame di Steve McQueen, sarà proprio quest’ultima interpretazione a valergli la Coppa Volpi come Miglior Protagonista Maschile.


La sua poliedrica abilità recitativa lo porta ad interpretare una moltitudine di personaggi diversi, ognuno di essi incarna diversi aspetti dell’animo umano, sarà proprio uno di questi personaggi a dargli la sua prima nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista per il film 12 Anni Schiavo di Steve McQueen. Ultimo film, in ordine temporale, lo ha visto interpretare il detective Henry Hole ne L’uomo di Neve tratto da un thriller di Jo Nesbo e attualmente in programmazione di Infinity.

Ma non solo carriera, Michael Fassbender ha avuto una vita sentimentale piuttosto movimentata iniziata con la cantante Maiko Spencer (figlia di Sam Neill), nel 2004 ha una relazione con Zoe Kravitz conosciuta sul Set di X-Men. Nel 2012 e per un anno frequenta la sua collega Nicole Beharie co-protagonista di Shame, Nel 2014 conosce, durante le riprese de La Luce sugli Oceani, l’attrice Alicia Vikander con la quale si è sposato ad ottobre dello stesso anno ad Ibiza.

Ma quali suono i ruoli che l’hanno lanciato nell’olimpo del cinema mondiale? Scopriamoli insieme.

Bobby Sands – Hunger

Il film della svolta, quello che ha dato a Michael Fassbender la possibilità di mostrare il suo enorme talento recitativo. Shame, diretto da Steve McQueen il film racconta la storia vera di Bobby Sands esponente del Provisonal IRA, rinchiuso nel carcere di Long Kesh nell’Irlanda del Nord. Sands voleva riconosciuto lo status di prigionieri politici per lui e gli altri detenuti, organizzò così uno sciopero della fame che lo portò alla morte.

Una pellicola spietata in cui McQueen costruisce tutto intorno alla bravura di Michael, un film crudo e potente al tempo stesso fatto di lunghi silenzi in cui Sands scompare lentamente ed inesorabilmente, mentre Fassbender emerge in tutta la sua carismatica bravura.

MacBeth – MacBeth

Un personaggio shakesperiano che aveva già interpretato da ragazzino ma che con questa pellicola firmata Justin Kurzel riesce ad avere il giusto grado di maturità. Sorretto e spinto da una Lady MacBeth subdola ed affascinante interpretata da una conturbante Marion Cotillard. Una uomo virile e forte che lentamente cede il passo all’ombra che attanaglia la sua mente e lo getta in un incubo fatto di allucinazioni e follia.

Fassbender interpreta un Macbeth carismatico che trascende il tempo e rende il personaggio, così come il film incredibilmente moderno, un’interpretazione incredibile che suggella un talento che ormai abbiamo imparato a conoscere molto bene.

Edwin Epps – 12 Anni Schiavo

La pellicola, firmata Steve McQueen, che ha valso a Fassbender la Nomination all’Oscar. 12 Anni Schiavo racconta la storia di Solomon Northup, talentuoso violinista di colore che viene rapito, privato dei documenti e venduto in Louisiana come schiavo fino al 1853.

Michael Fassbender interpreta il perfido schiavista Edwin Epps, un personaggio mefistofelico e orribile in cui l’attore dimostra di poter scendere negli abbissi dell’animo umano e tirare fuori un personaggio “inumano” ed estremo, un vero e proprio mostro incarnato incapace di amare ma solo di possedere.

Fassbender interpreta Epps con crudeltà senza dare allo spettatore la luce di un briciolo di umanità, un personaggio forte e potente e non nel lato positivo del termine che Michael affronta con una lucida follia che è costantemente un pugno allo stomaco.

Magneto – X-Men: L’Inizio

Se nella prima trilogia dedicata ai mutanti di casa Marvel il ruolo del signore del magnetismo venne affidato allo straordinario Ian Mckellen, il ruolo del giovane Lensherr ha trovato la sua rabbia in un incredibile Michael Fassbender.

E solo lui poteva dare a Magneto la giusta dose di fragilità ed orgoglio, un uomo ferito da un passato che ancora lo tormenta e che lo rende più pericoloso di quello che possa sembrare all’inizio, ed ecco che il terrore di una nuova shoa lo porta ad abbattersi contro quell’umanità che tenta con tutto il suo potere di estirpare, anche da se stesso.

Un’interpretazione incredibile che sembra dare una nuova linfa ad un personaggio ambiguo, costantemente in bilico tra onnipotenza e follia, Fassbender riesce a giocare una fantomatica partita a scacchi con la sua controparte James McAvoy che da il volto ad un giovane Charles Xavier, uno scontro etico che non sono altro che le due facce della stessa medaglia.

Tenente Archie Hicox – Bastardi Senza Gloria

Un’unica scena quella che Quentin Tarantino affida a Michael Fassbender ma che serve a far capire di che pasta è fatto il nostro attore preferito. In Bastardi senza Gloria è il tenente Hicox, infiltrato in un gruppo di nazisti nel seminterrato di un locale, una scena ad alta tensione ricca di pathos e suspence.

Ogni gesto è misurato e ben calcolato, Michael dimostra il suo grande talento giocando mentre noi spettatori teniamo il fiato sospeso, tutto è recitato alla perfezione, tutto è incredibilmente perfetto finché il suo castello di carta non cade rovinosamente per un gesto sbagliato, tre semplici dita che mettono fine ad un incredibile momento di perfezione. Una sequenza incredibile in cui Michael Fassbender dimostra al mondo il suo talento recitativo.

Brandon Sullivan – Shame

È ancora McQueen a dirigere Fassbender in quello che diventerà il film di una carriera, una discesa negli abissi dell’autodistruzione di Brandon Sullivan, uomo all’apparenza normale ma consumato da una fame ingestibile, quella per il sesso che lo porta incessantemente a farsi del male.

McQueen chiude Michael Fassbender all’interno di una prigione (questa volta metaforica) in cui Brandon scompare lentamente, incapace di trattenersi, incapace di amare e di amarsi. Un’interpretazione incredibile che lancia tra nel firmamento la stella splendente di Michael, nessuna trasformazione fisica solo un’incredibile discesa psicologica nell’annullamento di un essere umano incapace di controllare la sua “fame” ma al tempo stesso consapevole della propria vergogna. Un capolavoro senza altro aggiungere.

Henry Hole – L’Uomo di Neve

Attualmente disponibile sul catalogo di Infinity, questo thriller è l’adattamento cinematografico di un romanzo di Jo Nesbo, scrittore norvegese. Il detective Hole deve indigare su un pericoloso serial killer che firma i suoi omicidi decapitando la vittima. Michael Fassbender interpreta il protagonista, Henry Hole un uomo distrutto dall’alcool perennemente solitario che dorme dove capita, un nuovo personaggio sopra le righe.

Fassbender come al solito riesce a dare il suo taglio ad un protagonista incredibile, un vero anti-eroe, non un uomo cattivo ma realmente tormentato dal passato, dal suo lavoro e dall’ombra della bottiglia che sembra seguirlo in ogni singola sequenza.